Blog

BLOG

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email

Fake News e Covid-19: Facebook informa i lettori di bufale

Candeggina da bere, 5G che favorisce il contagio, il sole che lo evita e gli alcolici che proteggono. Mark Zuckerberg annuncia una serie di azioni per contrastare le fake news sul Covid 19.
fake news

Nelle scorse settimane, Facebook aveva mosso passi importanti per contrastare le fake news dilaganti, istituendo un “Centro Informazioni sul Coronavirus” e limitando la circolazione di “bufale”. Da adesso, gli utenti che hanno interagito (messo like, commentato o condiviso) con contenuti di disinformazione dannosi, relativi al Covid-19, vedranno sulla propria bacheca messaggi che permetteranno di consultare tutti i miti sfatati dall’Oms.

Guy Rosen, vicepresidente Integrity di Facebook, ha spiegato: “Vogliamo connettere le persone che potrebbero aver interagito con informazioni errate sul virus con la verità, proveniente da fonti autorevoli”.

La fake news sul Coronavirus

La sezione “Myth Busters” dell’Oms è uno spazio in cui l‘Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccolto le bufale sul Covid-19, spiegando perché sono inattendibili. 

Tra queste ricordiamo: il 5G accelera l’epidemia, prendere il sole previene il contagio, trattenere il respiro per dieci secondi senza tossire significa non essere infetti, bere alcolici protegge dal coronavirus, freddo e neve uccidono il Covid-19, fare una bagno caldo rende immuni.

Gli utenti che hanno interagito con queste e “notizie” simili, vedranno apparire nelle proprie bacheche un messaggio di Facebook che li invita a visitare la sezione dell’Oms, in cui tali informazioni vengono smontate con notizie verificate.

Questo approccio dovrebbe riguardare i casi più gravi, ovvero le fake news che possono arrecare un danno fisico imminente. È il caso, ad esempio, della bufala secondo cui bere candeggina curi il Coronavirus.

Cosa ha fatto Facebook fino ad ora

Nella maggior parte dei casi, la piattaforma non ha eliminato i post. Ha limitato la diffusione dei contenuti, inserendo nei post delle etichette di avviso. Esiste una rete di partner incaricati di verificare le notizie diffuse sul social: se un contenuto risulta falso, qualsiasi altra notizia simile avrà le medesime penalizzazioni.

Alcuni dati

Nel mese di marzo sono stati analizzati circa 4.000 articoli, i post interessati da etichette e circolazione ridotta – in virtù di quanto scritto sopra sui contenuti simili – sono stati molti di più: 40 milioni.

Il metodo non elimina il contenuto, ma i risultati si ottengono ugualmente. Secondo i dati in possesso di Rosen, infatti, “in circa il 95% dei casi, quando le persone hanno visualizzato gli avvisi, non sono andate a vedere il contenuto originale”.

Solo un utente su venti ha cliccato sui post “bufala”, mentre nella sezione “Centro Informazioni sul Covid-19” sono entrati più di 350 milioni di utenti.

Facebook prepara altre mosse

Il centro informazioni, nei prossimi giorni, si arricchirà con una sezione denominata “Get The Facts”, all’interno della quale si troveranno solo articoli approvati dai partner di fact checking.

La piattaforma, inoltre, ha rafforzato il supporto ai partner incaricati di controllare l’attendibilità delle notizie sul Covid-19, con un programma da un milione di dollari. Sono 13 i primi beneficiari fino a questo momento, tra i quali figura Pagella Politica in Italia. Altri ancora saranno aggiunti nelle prossime settimane.

Nell’ultimo mese, Facebook ha siglato accordi con otto nuovi partner ed esteso la copertura ad altri 12 Paesi, per un totale di 60 organizzazioni che rivedono contenuti in oltre 50 lingue.

STAY IN TOUCH

Scrivici sui social, chiamaci al telefono, ma soprattutto vienici a trovare. Abbiamo caffè e tante idee.

CONTATTI

  • Via Cassano D'Adda 27/1
    20139 Milano
  • (+39) 02 3707 1487
  • info@dnagency.it

© Copyright 2019 - DN Agency S.r.l.

P.IVA 10439190967 - R.E.A. MI-2531462 - Capitale Sociale € 10.000 i.v.