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Islamofobia a Liverpool in calo per merito di Salah

Può il calcio abbattere le barriere culturali? Secondo uno studio condotto dalla Stanford University, il tesseramento di Mohamed Salah ha ridotto l’islamofobia a Liverpool
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Il tesseramento di Mohamed Salah al Liverpool ha avuto un forte impatto sulla riduzione dell’islamofobia nella città inglese, stando a quanto afferma uno studio condotto dall’Immigration Policy Lab della Stanford University.

Il fuoriclasse egiziano non ha mai nascosto la sua religione musulmana. La sua esultanza è ormai iconica: inchino in preghiera (sujud) e indice destro rivolto verso il cielo per recitare la sua professione di fede (shahadah).

Anche in famiglia, l’islamicità è un tratto distintivo che viene quasi ostentato. La moglie Magi non fa mai a meno del velo islamico (hijab) e la figlia porta il nome Makka, in onore alla città santa di La Mecca.

Lo studio, denominato “L’esposizione delle celebrità può ridurre il pregiudizio? L’effetto di Mohamed Salah sui comportamenti e sugli atteggiamenti islamofobi” e condotto negli Stati Uniti, ha evidenziato un netto calo di crimini riconducibili all’odio verso l’Islam nella zona del Merseyside dall’estate del 2017, periodo in cui Momo si è unito al Liverpool.

Nello specifico, i dati rivelano come negli ultimi due anni si siano registrati meno attacchi, offese e crimini islamofobi (-18,9% circa) nella capitale dei Beatles rispetto a quanto previsto. Il tasso di tutti gli altri reati, invece, è rimasto pressoché identico.

Anche sui social i tifosi sembrano essere diventati più tolleranti. Analizzando ben 15 milioni di messaggi, risulta infatti un calo del 53% dei tweet anti-musulmani tra i fan del Liverpool. “Nel complesso, interpretiamo questi risultati per supportare l’ipotesi che l’arrivo di Salah al Liverpool abbia causato una diminuzione degli atti estremi di bigottismo”, conclude lo studio. I suoi stessi tifosi gli hanno inoltre dedicato un coro, dal titolo “Il re egiziano”, che recita: “Mo Salah, Mo Salah, cavalchi il vento, Mohamed Salah, un dono di Allah”.

Mohamed Salah è quindi diventato una figura importante all’interno della tifoseria dei reds ed è riuscito a sfruttare la sua notorietà per trasmettere ai suoi tantissimi fan, anche attraverso i social, i valori positivi dei musulmani e dell’Islam. L’egiziano è l’esempio più noto di africano musulmano che riesce non solo ad essere accettato senza riserve sia in campo che nella vita di ogni giorno, ma addirittura idolatrato a più riprese. Non a caso, nel mese di aprile, il Time l’ha inserito nella lista delle 100 persone più influenti del 2019.

La strada è ancora lunga, ma questi dati dimostrano come il calcio – e lo sport in genere – possa essere utile per “educare” un popolo alla tolleranza, risultando strumento di coesione e non di divisione.

 

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